conoscere l'arte orafa
auri faber

Quando parliamo di arte orafa, è difficile far rientrare tutto in un singolo ambito; molto più spesso si tratta di un vasto insieme di discipline.

Essere orafo richiede conoscenze e competenze assai eterogenee; oltre a questo servono anche immaginazione e abilità. Immaginazione per la fase di ispirazione e disegno; abilità per la fase di lavorazione, in cui spesso è necessario risolvere tanti e diversi problemi di percorso, adottando soluzioni che non sempre sono strettamente proprie di questo mestiere.

Orafo è la parola sicuramente più adeguata per descrivere chi crea con le proprie mani oggetti preziosi e vive con passione questo mestiere; tale parola deriva dalla locuzione latina Auri Faber e si riferisce a quell'artigiano che lavora l'oro e qualsiasi altro materiale con gli stessi strumenti, ma con tecniche differenti.

L'oreficeria trova le sue origini in una prospettiva "sociale" e "aperta", che difficilmente si coniuga con la realtà attuale, fatta di grandi firme e creazioni seriali. La sopravvivenza stessa dell’arte orafa è affidata a tutti quei professionisti che, nell’ombra, lavorano per mantenere vivo lo spirito della tradizione.
Questo spirito deve essere sapientemente plasmato sulla base delle esperienze ricevute dalle precedenti generazioni, ma allo stesso tempo deve essere unito all'estro e all'inventiva personale: la tradizione va continuata senza pensare che sia necessario copiarla.

Compito delle nuove generazioni di artigiani orafi è far ricredere il pubblico, creando opere sempre più elaborate e personalizzate che facciano tornare ad una dimensione più umana dell’atto di acquisto di un gioiello.

Pur essendo un mestiere, non sempre è detto che debba implicare rigidità e orientamento ad un risultato prestabilito; talvolta è proprio la componente Iudica e umana a rendere più interessante e divertente tanto il processo di lavorazione, che la nascita stessa del nuovo gioiello.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
L'ORO
L'oro è un metallo di colore giallo "in massa", che può assumere anche una colorazione diversa a seconda delle sue leghe: rosa, giallo, verde e bianco. È il metallo più duttile e più malleabile noto; un grammo d'oro può essere battuto in una lamina la cui area è un metro quadrato. Essendo un metallo tenero, viene lavorato in lega con altri metalli per conferire maggiore resistenza meccanica.
 
Il CARATO
Il termine carato è usato con un duplice significato: come unità di misura del peso di materiali preziosi, oppure come indicatore di purezza delle leghe auree.

Il valore assoluto del carato quando viene usato come indicatore di peso è pari a 0,2 grammi.

Quando invece il carato viene usato come indicatore di purezza, in genere si fa riferimento al calcolo del numero
di parti d’oro in una lega su base 24/24. In questo caso dunque un carato equivale ad una parte d'oro su un totale di 24 parti di metallo.
L'oro di massima purezza è dunque a 24 carati.
 
 
 
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